Uomo e Galantuomo

di Eduardo De Filippo

Personaggi ed interpreti
(per ordine di entrata in scena)

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A ventidue anni Eduardo scrisse  “Ho fatto il guaio? Riparerò!” per la Compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta; la commedia andò in scena al Teatro Fiorentini quattro anni dopo con Eduardo nelle vesti del giovane e ricco impresario Alberto  e Scarpetta in quelle del protagonista Gennaro, capocomico di una sgangherata compagnia di guitti.  Successivamente, dopo alcune sostanziali revisioni,  Egli dette all’opera il titolo definitivo di “Uomo e galantuomo” e la inserì nella “Cantata dei giorni pari”. In  questa commedia degli equivoci, tra le più comiche del Suo repertorio, la pazzia diventa scappatoia dalla menzogna usata per celare il tradimento, una scappatoia contagiosa e un ritornello per tutti gli attori, per i quali la recitazione diventa gioco di interpretazione della vita. Questi temi, che saranno una costante in numerose opere successive, sono associati ad  un vago sentore pirandelliano che riporta al Ciampa de “Il berretto a sonagli”, sia pur seguendo, nella struttura del testo, il modello scarpettiano della farsa tradizionale. Una nota curiosa: nella esilarante e famosa scena della “prova” nel primo atto,  Eduardo si divertì a fare il verso a “Mala nova” un dramma di Libero Bovio, il quale non gradì affatto la cosa e si dichiarò offeso da quello spirito parodistico e irriverente che effettivamente, nelle intenzioni di Eduardo, voleva essere la rivincita delle ragioni della scena sulla letterarietà del Teatro d’Arte – fiero avversario del teatro di Scarpetta – del quale “Mala nova” costituiva un’opera manifesto. “Nzerra chella porta” nella scena della “prova” e “Io tengo ‘na buatta”espressione che Gennaro utilizza ogni volta che incomincia a raccontare il suo mestiere prendendo le cose da molto lontano, insieme al gioco del bicchiere di amarena fresca che il Delegato di polizia non riesce a bere, sono ancor oggi tormentoni indelebili e ben saldi nella memoria del pubblico, al pari della famosa battuta  “Te piasce ‘o presepie?” di “Natale in casa Cupiello
Nella nostra interpretazione, pur rispettando a pieno la struttura ed il testo originale, abbiamo voluto aggiungere alcuni numeri del varietà, canzoni del cafè-chantant e macchiette del primo novecento, prendendo un po’ alla lettera quello che nel testo vien detto a proposito del repertorio della Compagnia “L’Eclettica” diretta dal protagonista Don Gennaro De Sia. Abbiamo cioè voluto ipotizzare che l’esibizione della sciantosa, il duetto candidamente allusivo, la serenata di Pulcinella, la canzone d’Autore, ed i canti della tradizione partenopea dell’epoca che abbiamo scelto ed inserito, costituissero il repertorio di quegli attori che cercavano, con il loro poco apprezzato mestiere, di sbarcare il lunario. Nelle nostre intenzioni, infine, questi numeri, insieme al già tanto che è contenuto nella spassosissima commedia, ambiscono a diventare le spezie buone per insaporire ancor di più  una già appetitosa minestra. Naturalmente con la speranza che essa piaccia, convinca, diverta ed incontri il favore del pubblico.


n.m.

 

Gennaro De Sia capocomico Mario Lasorella
Vincenzo Schiattarelli attore Nicola Cardone
Lina Rosa cantante Rosita Fornaro
Florence attrice Teresa Taccone
Carmelina cantante Maria Serena Ivone
Viola attrice Elvira Spartano
Ninetta cameriera Arianna Logreco
Alberto De Stefano giovane benestante Stefano Campanella
Attilio attore Fabio Nitti
Bice signora benestante Arianna Leone
Salvatore De Mattia fratello di Viola David Romanazzi
Amelia (Presentatrice) amica di Alberto Adriana Coletta
Assunta cameriera Elisabetta
Conte Carlo Talentano nobiluomo Luciano Magno
Matilde Bozzi madre di Bice Antonietta Pascale
Cavaliere Lampetti Delegato di polizia Tonio Loglisci
Di Gennaro Agente di polizia Francesco Delfine
 

 

 

coreografie
 
Sandra Sacchetti

realizzazione scenografica

 
Deni Bianco
servizio audio-luci
 
Marcello Di Pace
acconciature
 
Frontera Parrucchieri
costumi, direzione di scena, organizzazione generale
 
Direttivo Filodrammatica

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